Pubblicato alle ore 16:50 del Lunedì, 17 Novembre 2008 da Non Rassegnata Stampa Categorie: Videoblog Satira |
6 Commenti
fieropasto il 17 Novembre 2008 alle 19:23 ha detto:
Notizie commentate con sorrisetto post-derby….
Pietro il 18 Novembre 2008 alle 10:57 ha detto:
Voglio intervenire in questa vostra puntata dicendo che secondo me non è totalmente esatto ciò che avete espresso. Eluana è in uno stato di vita vegetativo da parecchi anni, e in realtà non ha una vera e propria malattia, si trova solamente in uno stato che noi non ancora conosciamo. Staccare il sondino che gli procura il nutrimento le provocherà semplicemente la morte per denutrizione e disidratazione. Per fare un esempio, è come se ad una signora con problemi di deambulazione che vive perennemente dentro casa, il suo amico alimentarista decidese di non consegnarle più i viveri a domicilio, perchè arbitrariamente pensa che non è una degna di viversi una vita in questo modo. E allora la mia domanda è, in virtù del fatto che la vita non è ’standardizzata’ (fortunatamente): esiste un tipo di vita che non vale la pena di essere vissutà?
giorgio il 18 Novembre 2008 alle 13:00 ha detto:
pietro l’esempio non è propriamente adatto… la signora sulla carrozzina se non le porti la spesa soffre la fame e la sete, Eluana (studi neurologici lo provano) non soffrirà…. se non rispondi a nessuno e ripeto nessuno stimolo esterno… vale la pena vivere? ..crei solo sofferenza a chi ti è vicino e gli stimoli li sente e come… penso che anche la stessa Eluana lo vorrebbe…
giorgio il 18 Novembre 2008 alle 13:07 ha detto:
ah dimenticavo… se volete di cossiga e della carlucci me ne posso prendere cura io… l’uno in cantina e l’altra in camera da letto… fatemi sapere poi… GRANDI VAGLIU’
Bafometto il 20 Novembre 2008 alle 16:53 ha detto:
Se la mia vita non mi appartiene di chi è. Di un Dio al quale non credo? E’ vostra? E’ dello Stato? E’ dei medici? E’ dei magistrati? .
Ove la mia vita fosse un dono che mi è stato fatto che dono è se non ne posso disporre?.
Se la mia vita è di qualche altro perchè devo darmi da fare per sopravvivere e non vengo mantenuto da chi mi possiede?
Se non posso rispondere argomentando a questi interrogativi devo concludere che fino a prova contraria mi appartengo.
Bafometto
Alex il 2 Dicembre 2008 alle 12:41 ha detto:
Appoggio in pieno il commento di Pietro e la sua domanda: “Esiste un tipo di vita che non vale la pena di essere vissuta?” E se anche la vostra risposta fosse affermativa, ed essendo d’accordo con Bafometto che la vita ci appartiene, avente forse sentito una dichiarazione di Eluana che chiede di staccare il sondino? Qui siamo in una situazione completamente diversa da quella di Wenby, dove era lui che voleva disporre del suo futuro. Mi permetto di rispondere a Giorgio obiettando che io non posso sapere cosa passa per la tua testa e qual’è il tuo pensiero; perchè tu pensi di sapere cosa vorrebbe Eluana? Comunque è difficile inostrarsi con poche battute in discorsi filosofici così profondi. Per riassumere il concetto di Bafometto ognuno è padrone della propria vita e quindi anche padrone di farla cessare. Ma la vita è il bene più grande che abbiamo e va protetta sopra ogni altra cosa. Nel 99 per cento dei casi chi tenta il suicidio non vuole veramente morire, ma lo fa perchè è in una situazione psicologica drastica. Da questo derivo che il suo gesto non vada aiutato od incoraggiato perchè è padrone della sua vita, ma vada invece aiutato nel suo momento difficile per farlo tornare a godere appieno della propria vita. Tutt’altro discorso invece parlare di accanimento terapeutico. Come dicevo non è facile parlare di questi argomenti con poche battute e quindi chiudo qui; volevo solo stimolarvi a pensare un pochino meno superficialmente all’argomento.
Notizie commentate con sorrisetto post-derby….
Voglio intervenire in questa vostra puntata dicendo che secondo me non è totalmente esatto ciò che avete espresso. Eluana è in uno stato di vita vegetativo da parecchi anni, e in realtà non ha una vera e propria malattia, si trova solamente in uno stato che noi non ancora conosciamo. Staccare il sondino che gli procura il nutrimento le provocherà semplicemente la morte per denutrizione e disidratazione. Per fare un esempio, è come se ad una signora con problemi di deambulazione che vive perennemente dentro casa, il suo amico alimentarista decidese di non consegnarle più i viveri a domicilio, perchè arbitrariamente pensa che non è una degna di viversi una vita in questo modo. E allora la mia domanda è, in virtù del fatto che la vita non è ’standardizzata’ (fortunatamente): esiste un tipo di vita che non vale la pena di essere vissutà?
pietro l’esempio non è propriamente adatto… la signora sulla carrozzina se non le porti la spesa soffre la fame e la sete, Eluana (studi neurologici lo provano) non soffrirà…. se non rispondi a nessuno e ripeto nessuno stimolo esterno… vale la pena vivere? ..crei solo sofferenza a chi ti è vicino e gli stimoli li sente e come… penso che anche la stessa Eluana lo vorrebbe…
ah dimenticavo… se volete di cossiga e della carlucci me ne posso prendere cura io… l’uno in cantina e l’altra in camera da letto… fatemi sapere poi… GRANDI VAGLIU’
Se la mia vita non mi appartiene di chi è. Di un Dio al quale non credo? E’ vostra? E’ dello Stato? E’ dei medici? E’ dei magistrati? .
Ove la mia vita fosse un dono che mi è stato fatto che dono è se non ne posso disporre?.
Se la mia vita è di qualche altro perchè devo darmi da fare per sopravvivere e non vengo mantenuto da chi mi possiede?
Se non posso rispondere argomentando a questi interrogativi devo concludere che fino a prova contraria mi appartengo.
Bafometto
Appoggio in pieno il commento di Pietro e la sua domanda: “Esiste un tipo di vita che non vale la pena di essere vissuta?” E se anche la vostra risposta fosse affermativa, ed essendo d’accordo con Bafometto che la vita ci appartiene, avente forse sentito una dichiarazione di Eluana che chiede di staccare il sondino? Qui siamo in una situazione completamente diversa da quella di Wenby, dove era lui che voleva disporre del suo futuro. Mi permetto di rispondere a Giorgio obiettando che io non posso sapere cosa passa per la tua testa e qual’è il tuo pensiero; perchè tu pensi di sapere cosa vorrebbe Eluana? Comunque è difficile inostrarsi con poche battute in discorsi filosofici così profondi. Per riassumere il concetto di Bafometto ognuno è padrone della propria vita e quindi anche padrone di farla cessare. Ma la vita è il bene più grande che abbiamo e va protetta sopra ogni altra cosa. Nel 99 per cento dei casi chi tenta il suicidio non vuole veramente morire, ma lo fa perchè è in una situazione psicologica drastica. Da questo derivo che il suo gesto non vada aiutato od incoraggiato perchè è padrone della sua vita, ma vada invece aiutato nel suo momento difficile per farlo tornare a godere appieno della propria vita. Tutt’altro discorso invece parlare di accanimento terapeutico. Come dicevo non è facile parlare di questi argomenti con poche battute e quindi chiudo qui; volevo solo stimolarvi a pensare un pochino meno superficialmente all’argomento.